Monday, February 01, 2010

AUTRANS : La Foulée Blanche

Une merveilleuse aventure!!
Samedi 16 Janvier nous, la classe de 5e de Saint-Nicolas, nous sommes partis pour la Foulée Blanche en France. Il y avait d'autres écoles de la Vallée : Valgrisenche, Rhêmes-Saint-Georges, Torgnon, Perloz, Jovençan, Champorcher et aussi beaucoup d'étrangers : espagnols, anglais, belges,...
Le pays où nous étions s'appelait Autrans, il est situé près de Grenoble. Nous sommes arrivés à Odalys, l'hôtel où nous étions logés, vers 19h 30, nous avons mis nos bagages dans les chambres ensuite nous avons soupé, après tout le monde est parti au lit.
Dimanche matin, après le petit-déjeuner, nous avons pris les skis, nous avons fait une petite promenade, ensuite nous avons skié jusqu'à midi et aussi l'après-midi.
Vers 19h nous avons soupé et ensuite à dormir parce qu'on était fatigué.
Lundi matin nous avons pris le petit-déjeuner et tous de suite nous sommes allés à l'accueil officiel avec la classe marraine. Ensuite nous sommes allés skier. Nous avons fait la balade sur la Mollière avec le télésiège. A 15h 30 nous avons fait les épreuves pour le spectacle. A 20h 30 il y avait le spectacle et nous avons chanté : PLANTONS LA VIGNE, L'AMICO E', LO FRET. Après on est rentré à Odalys.
Le lendemain, dans l'après-midi nous sommes allés visiter les cuves de Sassenage.
Mercredi, on est allé patiner à Grenoble, le matin et l'après-midi on a fait shopping. Ensuite nous avons visité le stade des Alpes. Nous avons pris le goûter à la Mairie de Grenoble : du pain au chocolat avec des boissons chaudes et fraîches.
Jeudi, après notre petit-déjeuner, nous avons participé au parcours naturel. La compétition de ski c'était pour l'après-midi. Nous avons reçu des prix. L' Italie est arrivée troisième.
Vendredi matin, après le petit-déjeuner nous avons skié avec la classe marraine. Pendant l'après-midi nous sommes allés voir la classe de nos correspondants. Après nous avons préparé la table du monde avec des produits valdôtains. Nous avons vu les feux d'artifice.
Samedi matin, après le petit déjeuner nous sommes partis pour rentrer chez nous, en Italie.
A la patinoire j'étais très contente : c'était la première fois que je patinais.
J'ai aimé le shopping, mais on n'a eu que très peu de temps. (Asmae)
La semaine à Autrans a été une très belle expérience, surtout j'ai eu très peu de nostalgie.
Toute la semaine a été formidable, sauf le soir où Annalisa, notre maîtresse a eu mal à la tête. (Martina)
Je me suis amusée à la compétition. En France, j'ai mis pour la première fois les skis de fond. (Sveva)

Nous sommes en train de partir avec le bus pour aller en France.
Voilà notre chambre: nous étions avec 2 filles de Jovençan.

A table avec nos amis Matteo, Sophie et Schaimé!!

Ici nous sommes à la rencontre officielle avec nos correspondants.

Nous sommes allés faire une promenade sur la Mollière. De là-haut on voyait Grenoble.

Nous sommes montés et déscendus avec le télésiège.Ici la neige était fraîche, c'était fatigant!!

Nous voilà arrivés à la pointe de la montagne.

Dans cette photo on voit toutes les écoles de la Vallée d'Aoste avec les bénévoles.

Nous sommes avec le bénévole Milou.

Lundi soir, pendant le spectacle, nous avons chanté "L 'AMICO E'".

Les trois filles de Saint-Nicolas au STADE DES ALPES.

Le groupe
Avant de partir pour la compétition, une vache est venue nous saluer.
Voilà Martina à l'arrivée.
Tout le monde est arrivé à la fin du parcours!!!
C'était une très belle journée. Il y avait le soleil qui nous réchauffait!!!

MAV


Venerdì 22 gennaio, siamo andati a Fénis a visitare il MAV, museo dell'artigianato valdostano.
Con noi sono venute le maestre Paola, Silvana e Samantha.
Quando siamo arrivati alcune ragazze ci hanno accompagnati in un laboratorio dove dovevamo costruire un oggetto in legno. Potevamo scegliere tra: Gesù crocifisso, un tatà, una trottola, un astuccio e una bambolina.
Io ho fatto Gesù crocifisso e ho usato alcuni macchinari: il martello, due chiodi e il traforo.
Dopo abbiamo preso i nostri lavoretti, li abbiamo posati sulla cassa e siamo andati a visitare il museo.
C'erano tanti oggetti della casa e della stalla, giochi, sculture, maschere, tessuti e attrezzi.
I materiali con cui sono stati fatti sono: legno, pietra, lana e canapa.
Finita la visita abbiamo scelto dove mettere il nostro pezzo all'interno della mostra.
Il simbolo del MAV è un pastore che si appoggia ad un bastone.
Mi è piaciuto molto fare i lavoretti con il legno.


Giulio


Eccoci al lavoro































Tuesday, January 19, 2010

Jean-Baptiste Cerlogne : le ramoneur qui devint poète


Ièe son ian-ù l'Assesseue a l'estruchòn pebleucca, nouho sènteucco, Alexis Bétemps é Leda Quendoz pe no prézènté eun lèivro nou su la vìa de Jean-Baptiste Cerlogne.

Jean-Baptiste Cerlogne l'è nèisù l'an 1826 é l'è mòo l'an 1910.


Rémy, Axel, Eloè, Amélie é mè no-ze sèn arbeuillà comme Jean-Baptiste deun le période de sa vìa : berdjé, rapatsafioi, soldà, quizin-ì é prî .

Aprì l'Assesseue Laurent Vierin no-z-a deu eunna baga eumportanta : no dèyèn po queutté de prèdjé patouè perquè piotro no perdèn la lènva .

Jean-Baptiste l'î eun bon poète é l'è lo premì que l'a icrì eun patouè.
Le-z-amì, l'an 1914 l'an fa lo monumàn.

La sin-a tomba l'è a coutì de l'eillize, de fahe a seun veladzo, fran ioi l'î néisù "Cerlogne ".

Anais é Carlotta


In questi giorni abbiamo parlato di J.B. Cerlogne in occasione del centenario della sua morte. Questo personaggio è stato molto importante perché fu il primo a scrivere in patois.

La sua famiglia era povera allora a 6 anni andava già a coltivare i campi e a 11 anni, a malincuore, andò a Marseille a lavorare per un signore che lo pagava poco.
Giorgia
J.B Cerlogne ha fatto anche il militare per la guerra d'indipendenza italiana e ha provato la brutta esperienza di essere stato fatto prigioniero dagli austriaci.
Uriel
Un giorno siamo andati fino al monumento di Jean-Baptiste Cerlogne e abbiamo visto la sua statua. Guardando il suo busto abbiamo capito che ha fatto il soldato perché portava delle medaglie e che ha studiato tanto poichè ci sono tanti libri sotto di lui.
Vincenza
Mi è piaciuta molto la presentazione del libro ma quando parlavano in patois non capivo niente .
Zoe
Per me è stato bello scoprire chi era Jean Baptiste Cerlogne.
Fabjana



Eccoci mentre cantiamo la Pastorala scritta da J. B. Cerlogne

Tuesday, December 22, 2009

Recita di Natale



Giovedì 17 Dicembre, come d'abitudine, abbiamo presentato lo spettacolo di Natale.
I bambini della scuola materna hanno danzato raccontando la favola delle cicale e delle formiche.
Sono stati davvero bravi perchè avevano tanti balli da ricordare.
Hanno anche recitato una poesia in italiano,francese e patois.



Dopo le classi 1a e 2a hanno presentato la recita "Bonhomme de Neige" I narratori Levy e Rémy hanno raccontato la storia di Babette (Jenny) e Richard(Eloé) che costruiscono un bel pupazzo di neve con l'aiuto degli animali della foresta. Entrano in scena prima gli scoliattoli, Giulia e Alessandro, poi i coniglietti, Giorgia e Axel, i topini Nicolò e Margot e infine l'orso Noah . Hanno recitato bene ed è stato divertente.




Dopo la recita di prima e seconda è iniziata quella di terza, quarta e quinta intitolata: UN NATALE A COLORI. Questa storia inizia mostrando una famiglia che non ha più voglia di sorridere, sognare, condividere ed amare! Arriva un angelo che per rallegrare queste persone libera i colori dall'interno di un baule.Questi 9 colori bisticciano perché ciascuno si sente migliore dell'altro.Dopo un lungo litigio capiscono che ognuno di loro è importante per quello che è e per quello che può dare e si mettono d'accordo per salvare il Natale di questa famiglia tristissima.



Durante la recita tutti insieme abbiamo cantato:"SE DUE COLORI".
Ecco i titoli delle canzoni che abbiamo presentato allo spettacolo:"Com'è Bello a Natale" "A Natale puoi" "Noel Blanc" "La Pastorala" "Jingle bell rock" "Samba di Natale".

E' stato molto bello e divertente! Abbiamo avuto un po' di paura ma abbiamo provato tante belle emozioni.




NOËL 2009
JE CROQUE UNE ÉTOILE DANS LE CIEL
POUR VOUS SOUHAITER UN JOYEUX NOËL
UNE BONNE ANNÉE
EN SANTÉ

RÉINADÀN PE TO L'AN!

Friday, December 18, 2009

LA PIANTA MISTERIOSA

IL 27 OTTOBRE ABBIAMO OSSERVATO QUESTA SPECIE DI TAPPO CON UN CORNO VERDE.
UN "TAPPO" LO ABBIAMO PIANTATO NEL VASO E UN ALTRO IN UN BICCHIERE CON L'ACQUA.
DOPO TANTI GIORNI IL "TAPPO" PUZZAVA E AVEVA MESSO LE RADICI BIANCHE.
MA ALLORA, E' UN TAPPO? NO!!! E' UNA PIANTA!

IL 20 NOVEMBRE, LA PRIMA PIANTINA MISURAVA 12 cm. ANCHE LA SECONDA E' STATA MESSA NELLA TERRA.

IL 1°DICEMBRE UNA PIANTA ERA ALTA 28 cm E L'ALTRA 5 cm.
SORPRESA!
LA MAESTRA DARIA DICE:- QUANTO E' CRESCIUTA QUESTA CALLA!!!
ECCO SVELATO IL MISTERO DELLA PIANTA SCONOSCIUTA!
MISURA DELL'11 DICEMBRE: 28 cm E 16 cm.
SI VEDONO LE RADICI BIANCHE NELLA TERRA.
Ma che scherzo ci ha fatto la maestra Daria!
cl. 1a e 2a

Come funziona un muscolo?

La maestra Silvana ha fatto provare un esperimento alle classi 3a, 4a e 5a.
Materiale:
2 strisce di cartone pesante;
due elastici della stessa lunghezza;
4 fermacampioni.
Esecuzione:
Prendi 2 strisce di cartone pesante, ponile una perpendicolare all'altra e fissale con un fermacampione.
Fissa 2 elastici, alle estermità delle strisce.
Se sposti la striscia verticale verso destra vuol dire che il muscolo si allunga e si distende. L'elastico n. 2 si accorcia. Invece se sposti l'elastico n. 2 verso sinistra si contrae e l'altro si rilassa.
L'esperimento fa capire il funzionamento dei muscoli.
Le strisce di cartone corrispondono alle ossa; gli elastici ai muscoli, il fermacampione centrale all'articolazione.
Giulio e Antonio

Centro tavola di Natale

Per Natale abbiamo preparato un centro tavola con in mezzo una candela.
L'abbiamo decorato con l'agrifoglio, con delle palline ricavate dalla pasta di Fimo che assomiglia a del pongo, delle pigne piccole spruzzate d'oro, del vischio.
Ne abbiamo regalato uno a Silvana Bruno che ci ha aiutato per la recita e a Luca che ha suonato il piano.
Le candele, le abbiamo confezionate con Analisa, usando la cera delle api.
Abbiamo scaldato la cera, intanto sotto la formina abbiamo messo uno stecchino di legno con attaccato lo stoppino. Dopo avere scaldato la cera sul fornellino, l'abbiamo versata nella formina e l'abbiamo lasciata asciugare. Ecco come è arrivata la candela!

Amélie e Mohammed VI PIACE?

Thursday, November 19, 2009

À la piscine

Le jeudi matin, nous allons à la piscine.
Le bus de l’école, nous attend devant l’entrée pour nous emmener à la piscine.
Nous nous déshabillons dans la vestiaire.
Le moniteur nous attend au bord de la piscine, après une rapide douche.
Nous sautons dans l’eau et la leçon commence.
Nous sommes partagés en trois groupes : les meilleurs, les moyens et les faibles.
Le moniteur nous fait apprendre à nager comme de vrais nageurs, presque comme des poissons. Nous essayons les différents styles : le dos, le crawl, la grenouille, le dauphin. Nous apprenons aussi différentes positions comme l’étoile et l’œuf.
Nous faisons de la plongée et des jeux.
Cette année nous n’avons que des monitrices, elles sont gentilles et aimables.
Nous apprenons beaucoup de choses. Elles nous font bien travailler.
Le mercredi soir, je prépare mon sac pour aller à la piscine.
Je mets :
- la culotte
- le bonnet
- le maillot de bain
- la serviette
- le peignoir de bain
- les sandales de piscine
- les lunettes de piscine
- la brosse ou le peigne
Sur le bus scolaire on doit suivre des règles :
-rester en silence ou parler à voix basse (mi–voix)
-ne pas hurler
-rester bien assis.
A la piscine on doit suivre ces règles, les voilà :
-faire ce que dit le moniteur,
-nager seulement comme et quand le dit le maître,
- bien observer les exercices,
- bien écouter les indications du maître- nageur,
-demander la permission pour sortir du bassin, être gentils et bien travailler.
Classes de 4ème et 5ème

Monday, November 16, 2009

Aosta romana

AOSTA ROMANA




Martedì, 27 Ottobre 2009 siamo andati ad Aosta per vedere i resti dei Romani.
Abbiamo incontrato la nostra guida Elisabetta che ci ha presentato il programma della giornata.
Innanzitutto ci siamo presentati perché c’erano altre due scuole di Villeneuve e Aosta, eravamo circa 30 bambini.
Ognuno di noi ha anche detto che cosa gli piaceva fare di più.


La prima cosa che siamo andati a visitare é stata la villa di un ricco Romano. Questa villa è stata costruita sulla collina di Aosta.Hanno scelto questo posto perché era molto soleggiato,era a due passi della città e vicino alla strada del Gran San Bernardo. Non abbiamo proprio visto la villa ma la sua mappa cioè la base.



All’ingresso, che si chiama atrio, c’era una vasca per raccogliere l’acqua.
Adesso si vede ancora un buco.
Vicino all’ingresso si trovava la sala da pranzo in cui c’erano 3 panche-divano disposte di U con in mezzo un tavolino per posare il cibo.
Gli uomini per mangiare stavano sdraiati, o meglio "spaparanzati ",purtroppo le donne dovevano stare più composte. Di solito il padroni di casa si sistemava sulla panca divano centrale.
I ricchi Romani avevano anche le terme in casa, composte da tre camere :lo spogliatoio ,la stanza tiepida o “Tiepidarium”e la stanza con una vasca d’acqua calda, “Calidarium”. Sotto questa stanza c’erano due pavimenti tra quali circolava aria calda. Adesso si vedono delle pile di “quadretti” rossi che trattenevano il calore.
Il caldo del pavimento arrivava dal forno della cucina attraverso un foro nel muro che si vede ancora.
La cucina quindi era vicino alle terme così il fuoco serviva sia per riscaldare sia per cuocere i cibi che venivano posti su una specie di griglia. I magazzini avevano il pavimento fatto da blocchi che proteggevano i cibi dall’umidità.
Le camere da letto erano molto piccole ma belle .Erano ricoperte di stoffa e tappeti .La camera era una stanza privata dove uno poteva rimanere da solo:non c’era neanche una finestra.

La biblioteca studio era un posto molto bello dove tenevano i libri ,studiavano,leggere,e a volte qui avvenivano degli incontri con persone importanti. Era l’unica stanza dove c’erano le piastrelle.
Dentro la villa faceva molto freddo perché così si conservano meglio i reperti.
Anche se si gelava è stato molto interessante.


Poi siamo andati sul vecchio ponte Romano Elisabetta ci ha detto di chiudere gli occhi e di immaginare di essere dei Pretoriani arrivati ad Augusta Pretoria Salassorum dopo aver fatto un lungo cammino.
È stato divertente!
Un tempo sotto il ponte passava il Buthier ma con il passare degli anni il fiume si è spostato!
La nostra guida ci ha fatto vedere un disegno dell’arco d’Augusto al tempo dei Romani e ci ha chiesto di scoprire le differenze con quello che vediamo oggi.
Una volta l’arco d’Augusto era circondato da campi perché era stato costruito al di fuori della città. Sotto ci passava la strada che arrivava fino alla Porta Pretoria ed entrava nella città. L’arco non aveva un tetto ma c’erano tante scritte. Ai lati c’erano delle statue che sono andate perdute e sicuramente non c’era ancora il crocifisso perché Gesù doveva ancora nascere.
Al giorno d’oggi l’arco è circondato da una strada dove passavano le macchine. Dal ponte Romano non si vede più la Porta Pretoria ma solo case e negozi.



Dopo mangiato siamo andati a vedere la Porta Pretoria .
Essa è costruita in puddinga, una specie di pietra fatta con ghiaia e fango raccolto dai Romani sulla riva della Dora, nei pressi di Gressan. Le decorazioni invece erano di marmo scolpito. Oggi si vedono solo in parte le torri che c’erano ai lati .
Ci sono sei porte: quattro porte piccole in cui passavano gli uomini e due grandi sotto le quali passavano i carri.

Una volta per chiudere la porta c'era anche un camcello di ferro con delle inferriate gigantesche. Vicino alla Porta Pretoria c'è il teatro.

Anche questo è stato costruito con la puddinga, un materiale che non patisce vento e sole, ma si sgretola con la pioggia. Gli archeologi quindi hanno dovuto picchiettare i blocchi di pietra per "sentire" dove erano bucati. I bambini delle materne hanno detto che questi massi avevano le "carie" perché erano pieni di buchini. All'interno dei piccoli fori hanno messo un materiale speciale per chiuderli e i davanzali degli archi li hanno ricoperti di uno strato che assorbe l'acqua.

Le scalinate del teatro erano alte quasi come le mura cioè 22 metri.

I primi scalini erano più grandi e li potevano usare i più ricchi che si sdraiavano e stavano più comodi.

In fondo alle scalinate,c'era un semicerchio in cui si disponeva l'orchestra.

Poi c'erano il sipario,il palcoscenico e gli spogliatoi. Il sipario veniva aperto e chiuso con un sistema di pesi che i romani sapevano usare bene.
Doveva essere veramente grandioso questo posto!È uno dei pochi teatri chiusi risalenti a quel periodo storico.
Al tempo dei Romani c’era anche un ’anfiteatro ma oggi non rimane molto di quella struttura. A differenza del teatro l’anfiteatro aveva forma circolare e assomigliava ad uno stadio. Lì facevano combattimenti con le bestie feroci mentre nel teatro rappresentano tragedie e commedie.



Infine ci siamo diretti verso il criptoportico forense.
Questa struttura sotterranea sosteneva i portici della piazza del foro che aveva la forma a U.
Era un luogo di incontro ci facevano mercati e feste ma era anche un luogo tranquillo. La nostra guida Elisabetta ci ha fatto fare il serpentone per osservare bene il criptoportico e per ascoltare la musica che usciva dagli altoparlanti sul pavimento.
Per alcuni è stato rilassante mentre altri hanno avuto quasi para!


Thursday, November 12, 2009

IL PAESINO DEI NUMERI

NELLA CASETTA DEL SIGNOR PIERO
NON C’È NESSUNO...
È VUOTA DAVVERO.
IN CASA DELLA SIGNORA MANUELA
C’È UN BEL RAGNETTO CHE TESSE LA TELA.
NELLA CASETTA DI MISS ORIANA
CI SON DUE GATTINI SULLA PEDANA.
GUARDA CHI C’È NELLA CASA DI SARA...
TRE VISPI BASSOTTI CHE FANNO CAGNARA.
INVECE IN CASA DI NICOLETTA
QUATTRO SCOIATTOLI MANGIANO IN FRETTA
ED ECCO IN CASA DI ANNA MARIA
CINQUE LUMACHE CHE LASCIAN LA SCIA.
NELLA CASETTA DI MISTER RAIMONDO
SEI CONIGLIETTI FAN GIROTONDO.
SORPRESA IN CASA DEL SIGNOR MARIO:
SETTE SCIMMIETTE SUL LAMPADARIO!
NELLA CASETTA DI NONNO MEDORO
OTTO RANOCCHIE CANTANO IN CORO.
E PER FINIRE A CASA DI LALLA
NOVE ORSACCHIOTTI GIOCANO A PALLA.
QUESTO E' UN PAESE DAVVERO STUPENDO,
VAI A VISITARLO, TI STANNO ATTENDENDO!
classe 1a
disegni di Giulia, Axel e Margot